VENTI ANNI DI REGNO DI S.M MOHAMMED VI: UNA TRANSIZIONE NELLA CONTINUITA’ STORICA DEL MAROCCO

VENTI ANNI DI REGNO DI S.M MOHAMMED VI: UNA TRANSIZIONE NELLA CONTINUITA’ STORICA DEL MAROCCO
Il 2019 segna per il Marocco una tappa fondamentale: i primi venti anni di Regno di S.M Mohammed VI. Questo ventennio è stato caratterizzato da molti eventi che hanno profondamente cambiato il modo intero, le relazioni tra i popoli e le culture. Ma, per il Marocco hanno significato quello che da anni,sostengo, la concretizzazione di quello che io ho chiamato in tempi non sospetti il processo di “modernizzazione nella tradizione”. Concetti che, sembrano antitetici ma che invece trovano una loro logica se restituiamo al concetto di “tradizione “il senso originario di “consegna” che per quanto riguarda un regno è quella che il predecessore fa al successore.
Perché dico questo, perché le riforme che oggi vedono il loro compimento trovano la loro radice nella storia civile e tollerante del Marocco e della presenza islamica in Marocco. Parto proprio dalla religione, perché è da essa che ne discendono alcuni caposaldi di questo ventennio di trasformazione.  Sua Maestà, in qualità di “ Amir Al-Mouminine” interpreta al meglio nei vari settori questo sua prerogativa. La tradizione sunnita, attraverso gli insegnamenti malikiti, è punto di interpretazione e lettura dei processi che hanno portato alla creazione della “istituto Mohammed VI per la formazione dei  predicatori e predicatrici (imam) “che nel breve volgere di pochi anni è divenuto un punto di formazione per imam sia provenienti dai paesi africani sia chiamati a svolgere la missione all’estero. Questo permette la formazione di persone qualificate giuridicamente e socialmente nella costruzione di una percezione corretta dell’islam.  Proprio la centralità della formazione è stata oggetto di particolare attenzione da parte di Sua Maestà alla dignità per tutti di avere una educazione ed una formazione capace di assicurare a tutti uno stesso livello di inserimento socioprofessionale.
Come recita un ḥadīth “ Non fate del torto a chi non vi ha fatto nulla, né danno a chi vi ha fatto del male!” e qui che possiamo mi piace  leggere l’azione coraggiosa che Sua Maestà ha dimostrato nel processo di pacificazione nazionale attuato nel 2004 attraverso l’” Istanza di equità e riconciliazione” mettendo una parola conclusiva sugli “anni di piombo “ del Marocco , azione senza la quale non si sarebbe potuto avere e scrivere su basi nuove e moderne la Costituzione del 2011che ha permesso di fondare la convivenza civile dei marocchini alle nuove istanze sociali e partecipative. Tra le quali, mi piace ricordare, la piattaforma online per la presentazione di istanze ai diversi livelli politici e l’articolo 30 – 4° comma – della Costituzione del Regno del Marocco cheprevede, a condizioni di reciprocità, la possibilità per gli stranieri residenti nel Regno di esercitare il diritto di voto per le elezioni locali. Rimanendo sul piano della architettura dello Stato, non si può dimenticare il piano di riforma delle autonomie localie la regionalizzazione che oltre ad essere un volano per l’economia della Nazione ha rappresentato un modo ancora più marcato di portare la partecipazione della popolazione il più vicino possibile.
Sul piano della politica estera, questo primo ventennio di regno ha rappresentato per il Marocco la riaffermazione del suo ruolo geo-strategico all’interno del continente africano. Il ritorno a pieno titolo nell’Unione Africana, lo status con l’Unione Europea. Elencare le altre grandi conquiste fatte dal Marocco in politica estera, rischia solamente di essere un elenco sterile, per questo è possibile sintetizzare i successi attuati sotto la guida di Sua Maestà con una semplice ma chiara frase. Un Marocco, aperto , ponte tra Africa ed Europa, un Marocco solidale, sicuro all’interno e all’esterno delle sue frontiere.
Proprio su di un aspetto della politica estera di Sua Maestà mi voglio soffermare, sul ruolo del Marocco all’interno del continente africano. Il rientro del Marocco all’interno dell’Unione Africana e i numerosi viaggi compiti da Sua Maestà in diverse nazione del continente ha permesso di rilanciare il Regno del Marocco quale perno attorno al quale sviluppare quel ponte naturale tra l’Africa interna e le nazioni del mediterraneo (valorizzando in questo modo il ruolo delle provincie del sud)  nonché in virtù degli antichi legami con gli Stati Uniti ( Il Regno del Marocco è stata la prima nazione a riconoscere gli Stati Uniti d’America nel 1777) uno snodo anche con la sponda atlantica. In sostanza il Marocco diviene il punto centrale di un asse tra Europa- Africa e Stati Uniti.  Un asse non solo politico ma soprattutto sociale ed economico in grado di unire i principali attori delle sfide del prossimo ventennio.
Proprio i successi in politica estera , hanno permesso di fare del Marocco un Paese all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente (con l’obbiettivo di arrivare al 52% della copertura del fabbisogno energetico nazionale attraverso le fonti rinnovali), di rilancio dell’agricoltura , di attrazioni di capitali esteri che hanno permesso la crescita economica e il rilancio di grandi opere pubbliche che fanno di questo Paese uno degli snodi naturali per coloro che vogliano investire non solo nel paese stesso ma nell’intero spazio economico africano.
In this photo provided by the Moroccan News Agency (MAP), Morocco’s King Mohammed VI, center, accompanied by his son Crown Prince Moulay Hassan, left, and brother Prince Moulay Rashid addresses the Nation in a speech aired on TV, at the Royal Palace in Tetouan, Morocco, on Monday July 29, 2019. Morocco’s king is calling for a government reshuffle, seeking “new blood” and saying the country’s current development policy isn’t doing enough to meet Moroccans’ needs. In a speech Monday night marking his 20 years on the throne, King Mohammed VI reproached the Islamist-led government and tasked Prime Minister Saad-Eddine El Othmani with proposing new government candidates in the fall. (Moroccan Royal Palace via AP)

 

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Marco Baratto
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