Shutdown e dazi, le schiarite spingono il dollaro USD

Shutdown e dazi, le schiarite spingono il dollaro USD

Il dollaro si mantiene attorno ai massimi di due mesi sulle attese per progressi nei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina e nell’intesa per evitare lo shutdown negli Usa.

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La doppia spinta al dollaro USA

Democratici e Repubblicani hanno raggiunto nella notte a Washington un accordo per evitare un altro shutdown, che altrimenti scatterà sabato prossimo. L’accordo riguarda i finanziamenti per le misure di sicurezza.

Intanto, dopo quelli della settimana scorsa a Washington, conclusisi senza un accordo, a Pechino sono iniziati nuovi colloqui commerciali tra Usa e Cina. Il negoziatore americano parla di molto lavoro ancora da fare, ma c’è ottimismo. Si tratta di incontri preliminari in vista di quelli in calendario per il 14 e il 15 febbraio. Vi prendono parte alti funzionari di ambo le parti, che si stanno già sforzando per compiere progressi circa la situazione commerciale. Giovedì e venerdì prossimo, invece, il Vicepremier Liu He accoglierà il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin ed il rappresentante commerciale Robert Lighthizer a Pechino per i colloqui commerciali veri e propri.

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Dal canto suo il presidente Trump, in occasione di un evento in Texas, ha dichiarato di non volere che Pechino sia in difficoltà, aggiungendo che ci sarà un grande accordo sul commercio. Tanto basta per alimentare gli entusiasmi sui mercati, in una giornata priva di dati macro di rilievo tanto nel Vecchio Continente quanto negli Stati Uniti (da segnalare però alle 18.45 ora italiana un intervento del presidente della Fed, Jerome Powell).

Le conseguenze sul mercato valutario

I progressi nella questione shutdown e sulla guerra dei dazi, hanno offerto un sostegno importante al dollaro, come si può vedere sui miglior broker forex gratis. Il greenback sta beneficiando negli ultimi giorni anche della crescente cautela sulle prospettive di euro e sterlina. L’euro ha aperto la sessione in rialzo contro il biglietto verde, ma resta sotto quota 1,13 dollari dopo aver toccato ieri i minimi da metà dicembre e passa di mano a 1,1282 dollari.