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Ospedale Valduce e Quanta System presentano i primi casi al mondo di interventi riabilitativi con innovativa tecnologia laser

Como, 22 giugno 2018 – Sono stati presentati a Como i primi casi clinici al mondo di pazienti con gravi disabilità – spasticità severa e contratture deformanti agli arti inferiori – che hanno ritrovato mobilità, dignità e una nuova qualità di vita grazie ad interventi altamente innovativi e minimamente invasivi effettuati presso l’Ospedale Valduce di Como con il sistema laser di ultima generazione al Tulio Opera donato da Quanta System, azienda italiana tra le prime al mondo nella tecnologia laser ad uso medicale.

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Abbiamo l’onore di presentare, insieme all’équipe medica del Presidio Riabilitativo Villa Beretta, un nuovo primato tutto italiano con i primi casi clinici di pazienti trattati con il laser al Tulio Opera che abbiamo donato a Villa Beretta – Ospedale Valduce circa un anno fa: oltre 25 persone trattate sino a ora, tutte con esiti molto positivi che segnano una oggettiva e grandiosa innovazione scientifica a livello mondiale che apre nuove possibilità terapeutiche per molte persone. Sono risultati che ci riempiono di gioia e fierezza” ha commentato Girolamo Lionetti, General Manager di Quanta System.

L’uso delle tecnologie laser di Quanta System in medicina riabilitativa mette a segno nuovi importanti progressi in diverse applicazioni su pazienti con lesioni midollari e cerebrali, spasticità grave e contratture deformanti degli arti inferiori causate, ad esempio, da trauma cranici, da ictus cerebrale o sclerosi  multipla. “I risultati ottenuti con il nostro laser Opera (radiazione al Tulio), sono il frutto delle intuizioni dei professionisti del centro Villa Beretta – Ospedale Valduce unite al supporto che abbiamo avuto l’onore di portare sul fronte tecnologico. Insieme, in completa sinergia, abbiamo aperto strade prima nemmeno immaginate mettendo a segno progressi che rappresentano nuovi standard a livello globaleaggiunge Filippo Fagnani, Direttore Scientifico della divisione chirurgica di Quanta System.

Un primo importante ambito di intervento è la disabilità conseguente a lesioni cerebrali o midollari con spasticità gravi, ovvero spasmi involontari che bloccano la possibilità di movimento o forzano gli arti in posture innaturali, deformanti e dolorose. In questi casi, il trattamento tradizionale consiste nell’intervento chirurgico con bisturi o il ricorso a farmaci, spesso tramite dispenser impiantabili. “Rispetto a questo scenario terapeutico certamente invasivo si è creato, grazie all’impiego delle nuove tecnologie laser al Tulio, un nuovo approccio che ci ha consentito di intervenire in modo mininvasivo e percutaneo su persone con gravi cerebrolesioni o gravi lesioni midollari effettuando un intervento di rizotomia laser dorsale selettiva che, se fatto con tecnica tradizionale, è un pesante intervento neurochirurgico” osserva il Dr. Franco Molteni, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Riabilitativa di Villa Beretta. Si tratta di un percorso che deve essere molto ben delineato da un punto di vista medico, a partire dalla selezione accurata della tipologia di paziente, alla disponibilità di grande expertise in ambito di radiologia interventistica fino alla disponibilità di una strumentazione ad alta tecnologia come il laser al Tulio. “È una procedura altamente innovativa che dà risultati davvero interessanti e meritevoli di essere condivisi con la comunità scientifica che proprio per questo si è riunita a Como” nota il Dr. Molteni.

Per lo svolgimento dei trattamenti è stata fondamentale la presenza del Dr. Alberto Martegani, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diagnostica per Immagini dell’Ospedale Valduce di Como che, grazie alla pluriennale esperienza e professionalità, ha consentito di giungere a ottimi risultati in termini di efficienza ed efficacia fin dai primi interventi.

L’introduzione del laser” ha commentato il Dr. Martegani “non solo ha consentito di innovare la tipologia d’intervento rendendola più rapida, sicura e con minori complicanze, bensì ha permesso di aprire nuovi scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili. E il futuro che ci attende è ricco di nuove opportunità!”.

Il laser è caratterizzato da una notevole precisione e questa sua peculiarità ha aperto la strada anche ad altre applicazioni sul sistema nervoso. Consente, ad esempio, di selezionare nervi più periferici che una volta silenziati – ovvero tagliati – con il laser smettono di attivare in modo inconsulto la risposta di alcuni gruppi muscolari: per esempio gli adduttori della coscia che portano i pazienti a serrare le gambe impedendo ogni movimento e persino la cura dell’igiene intima. “Anche in questo caso siamo riusciti a silenziare i nervi, in modo selettivo e senza aprire la cute, riportando l’arto a una condizione di normalità. Guidati dall’ecografo, si identifica il nervo responsabile e in modo non invasivo, in pochi istanti si agisce sul singolo punto interessato, in anestesia locale e senza bisturi. Si fa così, per la prima volta al mondo, in modo mininvasivo ciò che prima si faceva in anestesia totale, in sala operatoria con un intervento chirurgico tradizionale” commenta il Dr. Molteni.

Un ulteriore ambito di applicazione presentato, con circa 15 pazienti già trattati con successo, è quello della rigidità dell’articolazione detta “equinismo del piede” indotto dalla ridotta elasticità di muscoli e tendini a seguito di varie cause, come ad esempio ictus cerebrale. Grazie all’utilizzo del laser è oggi possibile intervenire sull’allungamento di muscoli e tendini – sempre dopo un’accurata selezione dei pazienti – in fase precoce, senza bisturi, ma solo con guida ecografica: in una sola sessione e in anestesia locale – anzichè spinale – è possibile risolvere la problematica. Con questa nuova opzione terapeutica, il paziente non deve più sottoporsi a trattamenti temporanei in attesa che le condizioni si aggravino fino ad arrivare a richiedere l’intervento chirurgico: si può agire in fase precoce, restituendo mobilità, in modo mininvasivo ed evitando il ricorso al bisturi.

Siamo felici di aver messo a segno questi risultati importanti insieme all’équipe medica dell’Ospedale Valduce e di rendere così disponibili nuove opzioni di cura per più pazienti e aprire la strada a nuovi sviluppi in medicina riabilitativa” commenta Paolo Salvadeo, Direttore Generale del Gruppo El.En. di cui Quanta System fa parte dal 2004. “La collaborazione con grandi realtà scientifiche, enti di ricerca e con le Istituzioni Sanitarie è nel nostro DNA ed è per noi un impegno concreto e quotidiano. Lavoriamo al fianco dei nostri partner nel settore della sanità, in Italia e all’estero, in progetti di ricerca per portare nuove speranze di cura e dare impulso al progresso in medicina”.

 

Per ulteriori informazioni

www.quantasystem.com/it

www.valduce.it