Il vino è cool e conquista i giovani

Il vino è cool e conquista i giovani

A colloquio con Emiliano De Venuti – Ceo e Founder di Vinòforum – che ci racconta come gli under 35 dimostrino sempre più interesse per il vino, con grande consapevolezza e voglia di scegliere il meglio

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È un dato di fatto che negli ultimi anni si è assistito a un notevole avvicinamento dei ragazzi al mondo del vino. Sarebbe tuttavia errato considerare i giovani come sprovveduti bevitori occasionali: la consapevolezza sul gusto, la conoscenza delle categorie e la provenienza dei vini è in forte crescita.

Sarà perché è il vino ormai il protagonista assoluto degli aperitivi o dei locali alla moda, surclassando bibite e cocktail dal sapore più anonimo e meno intenso. Moderazione, responsabilità e cultura, questi gli elementi che caratterizzano la nuova giovane consapevolezza nella scelta del vino più adatto ad una ben specifica occasione.

Un trend che Emiliano De Venuti, ideatore del brand Vinòforum, con alle spalle una formazione tecnica legata al mondo del vino e una lunga esperienza nello studio delle tecniche di comunicazione e marketing, aveva già percepito e che i risultati emersi dagli ultimi dati di settore in relazione al rapporto vino-giovani hanno confermato.

Per quanto riguarda i gusti nonostante la propensione maschile per i vini rossi, sono i bianchi i più bevuti dai wine lover under 35 (53%) che vengono scelti soprattutto dalle donne (59%) e sempre più apprezzati con l’avanzare dell’età. Nella fascia di età 18-25 infatti il 52% dei giovani italiani si esprime a favore del rosso, mentre la maggior tra i 26 e 35 anni viene preferito il vino bianco (58%) ai rossi (40%) e rosati (2%)- (fonte Winenews).

“Brunello e Amarone dice Emiliano De Venuti – sono i vini piu bevuti dai giovani Italiani, ma sono convinto che altre realtà autoctone, anche meno conosciute, entreranno presto nelle scelte di consumo, simboleggiando una consapevolezza pian piano acquisita di vivere in un territorio ricco di risorse agroalimentari.

Per ora tra le bollicine tiene testa il Prosecco, ma ritengo che i nostri metodi classici dei vari Franciacorta – scelto come Official Sparkling Wine per Expo 2015 – Trentodoc, Altalanga e altri, scaleranno presto la classifica di consumo: la speranza è che una buona comunicazione dei branded wine, vicina al linguaggio e alla cultura dei giovani, favorisca un consumo più consapevole da parte loro e li metta in condizione di distinguere e scegliere tra la qualità di un metodo classico e un Prosecco”.

“Considerare il vino come un qualcosa di non necessariamente legato a determinate élite o a un pubblico di ultraquarantenni – continua De Venuti – rappresenta il punto di svolta del cambiamento che si sta attuando in questi ultimi anni. Grazie ad una costante presenza on-the-road, ascoltando le aziende e i ristoratori, frequentando eventi, ho potuto vedere con i miei occhi il potenziale di un rapporto vino-giovani che va al di là di una semplice cena o di un aperitivo in compagnia di amici. La curiosità degli under 35 in relazione all’enogastronomia è un dato reale e va curata e sviluppata”.

“Le aziende stesse – afferma De Venuti – stanno raggiungendo target un tempo impensati attraverso nuove linee di produzione specificatamente create per i giovani”.

Il nostro paese si sta sempre più caratterizzando per la presenza di curiosi, “wine lovers” che amano conoscere prima di scegliere, e lo fanno attraverso incontri di degustazione e piccoli corsi di avvicinamento al vino. Emiliano De Venuti – con Vinòforum Factory – ha tra l’altro ideato una serie di incontri che mirano a far conoscere il mondo del vino, ad avvicinare alle tecniche di degustazione e all’analisi sensoriale in un’ottica decisamente smart.

Momenti d’incontro in cui l’attenzione al territorio è unita alla voglia di utilizzare parole semplici e chiare per descrivere un vino e imparare a conoscerne anche le dinamiche di produzione, dalla vite al bicchiere.

I giovani dunque stanno imparando a ricercare qualità, dimostrando anche un interesse culturale, e con essa cresce anche la consapevolezza di voler imparare, per poter scegliere bene e apprezzare al meglio il buon vino italiano.