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Come si deve comportare l’animatore turistico con la differente clientela? Ve lo dice Animandia

C’è da dire che un turista che sceglie di trascorrere la sua vacanza dove è presente l’animazione è anche perché vuole trascorrere le sue giornate in un contesto di allegria e divertimento, partecipando direttamente alle attività promosse dall’animazione, oppure semplicemente, divertendosi a guardare gli spettacoli, seguire l’andamento dei i giochi, i tornei e le varie attività svolte nella struttura.

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L’animatore dunque ha comuqnue a che fare con una clientela che di base, vede positivamente il servizio animazione ma nel contempo,  ha il diritto di scegliere liberamente, se partecipare attivamente ed in prima persona allo svolgimento delle attività oppure se semplicemente preferisce “stare a guardare” fare da pubblico agli spettacoli e da spettatore ai giochi e tornei.

La società cambia e il turista è cambiato con lei, il turista di oggi è più attivo, desideroso di conoscere luoghi, tradizioni e persone diverse, di avere quindi contatti umani.

La vita media si è elevata e i turisti fanno ormai parte di generazioni diverse ma a diretto contatto tra loro, con reciproca soddisfazione e soprattutto nel rispetto assoluto delle proprie scelte.

Ogni turista presente in una struttura dove opera l’animazione, a prescindere dai propri gusti, dalle proprie esigenze, ha delle affinità, delle tendenze comuni, è alla ricerca di reali occasioni per impiegare il tempo libero in attività socio ricreative,  garantite da personale animazione qualificato.

Da ciò la necessità dell’ animatore, di rispettare i voleri della clientela ma nel contempo, di  risvegliare nel turista la fantasia, i sentimenti, la voglia di allacciare rapporti con il prossimo, rendendo in tal modo la sua prestazione efficace.

Occorrerà svolgere l’ attività di animazione in base all’ esatta conoscenza delle tipologie di turisti e delle caratteristiche differenti che li  contraddistinguono.

Infatti non tutti  i turisti presenti sono uguali, esistono delle affinità che li uniscono, ma è evidente che le attività di animazione dovranno considerare prima di tutto, l’età media dei partecipanti e rispettare la loro volontà nel voler prender parte o disertare le attività in programma.

L’animatore non dovrà mai essere insistente oltre il limite della corretta educazione, dovrà quindi invitare e stimolare la clientela in vacanza alal partecipazione ma non “costringerla” non “Assillarla”.

L’ essere a conoscenza delle esigenze comuni all’ utenza è molto importante, in tal modo, l’ animatore avrà una buona indicazione che potrebbe rivelarsi estremamente utile nel suo lavoro, tuttavia stabilire con precisione, in quale misura e quali strategie adottare, non si può preventivarlo ma è una verifica che si farà su campo visto che in genere i clienti soggiornano settimanalmente in una struttura ed ogni fine settimana avvengono i “ricambi” con le partenze e l’arrivo dei nuovi clienti.

L’ animatore sa, per esperienza diretta, per averlo studiato, che ogni individuo, ogni gruppo, ha delle caratteristiche diverse anche se affini, quindi non è possibile prevedere con esattezza, come verrà impostato il lavoro.

Un operatore dell’ animazione pur essendo a conoscenza del tracciato da seguire, degli obiettivi da raggiungere, non potrà mai prevedere tutta l’ attività quotidiana nelle sue infinite sfumature.

L’ animatore è quindi consapevole che non opera con gruppi “fissi” di utenti, conosce le esatte dinamiche che regolano il gruppo, è in grado di adottare le tecniche efficaci di comunicazione, sa la psicologia da seguire nei confronti del singolo e del gruppo ; ma la reale composizione di questi ultimi, la varietà di interessi, le attività da svolgere, non potranno mai essere preventivate poiché non dipendono esclusivamente dall’ animatore, ma saranno gli stessi utenti a determinarle.

Il compito di un professionista è quello di rendere i turisti soddisfatti, per tali motivi egli starà insieme a loro, li stimolerà, li aiuterà, ma i modi di coinvolgerli in quel determinato momento, in quella specifica attività, sarà frutto di studio, competenza, sommate ad un insieme di valutazioni, di idee, di intuizioni, riflessioni, che non si possono in alcun modo prevedere.

Se, anzi, l’ animatore pretendesse di ” prefabbricare ” delle attività, darebbe al suo ruolo una rigidità contraria alla spontaneità, all’ estro, che la sua natura, la sua professione, gli impone

 

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