Che cos’è la fistole anale – Dott. Carlo Farina

Che cos’è la fistole anale – Dott. Carlo Farina

Che cos’è la fistole analeLa parola fistola definisce una comunicazione anomala tra due superfici corporee, in questo caso tra la mucosa rettale e la cute intorno all’ano.

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Quali sono le cause della fistole anale?
Come per l’ascesso la maggior parte delle fistole sono causate da infezioni delle ghiandole all’interno dell’ano, infezioni cripto ghiandolari.

 

Fistole anale:

A seconda della sede le fistole si dividono in 4 tipi: Intersfinteriche, Transfinteriche, Soprasfinteriche ed Extrasfinteriche.
I Sintomi della Fistola anale:

Spesso le fistole si manifestano a seguito di un ascesso ma non sempre. A volte i pazienti riferiscono la fuoriuscita di pus misto a scarse quantità di sangue da un “forellino” intorno all’ano.

Spesso arrivano dal medico dopo anni perché l’andamento può essere alternato con fasi anche lunghe di completa , ma apparente, guarigione. Questo atteggiamento comunque è sbagliato, più tempo passa e più possibilità ci sono che subentrino altre complicanze come il formarsi di ascessi e di altre fistole che rendono l’intervento più complesso.

La diagnosi si effettua con la visita proctologica, eventualmente associata ad una anoscopia ed a una Ecografia Transrettale.

La Risonanza Magnetica è utile nelle recidive e nei casi più complessi. Da considerare SEMPRE la necessità di eseguire una Colonscopia per escludere malattie infiammatorie croniche intestinali e comunque altre patologie associate del retto e del colon.

Il trattamento delle fistole – I principi per il trattamento della fistola sono tre:

eliminare la fistola, prevenire le recidive, conservare la funzione dello sfintere anale.

 

Le fistole superficiali possono essere semplicemente incise per tutto il tragitto mentre quelle che attraversano lo sfintere possono essere trattate con un “setone” cioè facendo passare un filo di seta dal foro esterno , cutaneo, della fistola lungo il tragitto fino all’interno del retto o ano e facendolo fuoriuscire dall’ano. Il setone viene quindi annodato.

È una procedura estremamente semplice, a volte ambulatoriale.

Il setone nel tempo di alcuni mesi viene spontaneamente eliminato dall’organismo, tagliando piano piano lo sfintere che contemporaneamente guarisce cicatrizzando, i rischi sono minimi e le recidive scarse.

L’inconveniente è la presenza per mesi di un filo di seta.

Altri trattamenti conservativi sono l’asportazione del tramite fistoloso fino al muscolo sfinteriale, la chiusura del foro , dall’interno dell’ano e la chiusura dell’intera ferita con punti di sutura.

La guarigione è rapida e dopo 15 giorni si asportano i punti
(a volte non si mettono e si utilizza una colla).

Se la sutura regge la guarigione è rapida, ma a volte l’infezione provoca l’apertura dei punti e quindi la necessità di fare guarire la ferita per seconda intenzione cioè con le medicazioni.

Due metodi sono più recenti: la cosiddetta VAAFT (Video Assisted Anal Fistula Treatment) che consiste nell’entrare nel foro della fistola con una ottica cioè una telecamera con una sorgente luminosa ed un canale operatore (il fistuloscopio) che brucia la fistola fino alla sua entrata nel retto.
I risultati sono soddisfacenti e la tecnica inventata da un medico italiano, il Dott. Meinero, si sta diffondendo rapidamente con risultati incoraggianti.

Un’ altra tecnica consiste nell’obliterare il tramite fistoloso inserendo materiale all’interno.

Si è tentato l’uso di colle di cianoacrilato, di fibrina ed altro ma i risultati migliori si sono ottenuti con l’uso di piccoli cunei di protesi biologiche (anal fistula plug) da infilare all’interno del tramite esterno sempre con l’accortezza di chiudere il tramite interno attraverso il retto. Tecnica anch’essa poco invasiva.

Rispetto alla fistulectomia ed al setone queste ultime due tecniche sono più costose per il materiale utilizzato.
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