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renail87

San Gennaro in mostra, gli artisti espongono al Tesoro del Santo a Napoli

Dopo il successo ottenuto dalle edizioni precedenti della Mostra “Operazione San Gennaro Art”, che ha visto negli anni la partecipazione di numerosi artisti, e la calorosa accoglienza avuta in ambito cittadino, il Club per l’UNESCO di Napoli ha organizzato l’ottava edizione della manifestazione dedicata al Santo Patrono, visitabile e fruibile dal 22 settembre al 1 ottobre 2018 a via Duomo, presso l’Appartamento del Domenichino, situato al secondo piano del Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli. [Leggi Tutto...]

La nuova stagione di eventi a Villa di Donato sarà presentata giovedì 20 settembre

Ritorna “Live in Villa di Donato” – Giovedì 20 settembre 2018 alle ore 18, presso “Dialetti”, tutte le novità di una Terza Stagione ricca di sorprese. Si terrà giovedì 20 settembre alle ore 18, presso “Dialetti”, luogo d’incontro e ottimo ristorante divenuto ormai un punto riferimento per piacevolissimi aperitivi nel quartiere Chiaia, la presentazione della Stagione 2018-2019 di “Live in Villa di Donato” [Leggi Tutto...]

Annabella Dugo e la sua opera “Nulla è come appare”, mostradi pittura al PAN di Napoli dal 5 al 17 ottobre

Agli occhi accorti non può sfuggire che attraverso i lavori di Annabella Dugo si sviluppa la trama di una narrazione. È un racconto lungo oltre quarant’anni quello della Dugo, pittrice napoletana ma veneta d’adozione, che si snoda attraverso le fasi della vita, percorrendo i momenti sereni, le difficoltà, gli ostacoli, i trionfi. La forza di ogni singolo lavoro è amplificata proprio dall’accostamento agli altri; ed è perciò che questa mostra, sunto di una vita dedicata all’arte e che si tiene non a caso nella città d’origine dell’artista, è particolarmente importante: il fruitore comprende solo in questo modo il senso profondo della sua opera, l’artista trova un nuovo punto di partenza da cui ricominciare. In tale narrazione il simbolo ha un valore importante: sia questo un sogno, un fantasma, un presagio, gli oggetti divengono a loro volta contenitori di un mondo che affonda le radici nel passato. Gli oggetti-simbolo (un ombrello, una cravatta, un abito) sono dipinti con colori vivaci, quelli che si usano da bambini e che lei non ha voluto abbandonare, per raccontare la “Storia”, quella con la S maiuscola, la Napoli del dopoguerra e quella del post-terremoto, che affolla le opere di ricordi indelebili provenienti dall’infanzia e dall’adolescenza; e la “storia piccola” e personale, quella intima, fatta di progetti, di strade percorse e di dubbi di giovane donna che si forma con i grandi maestri napoletani (fra cui Giovanni Brancaccio e Armando De Stefano, dei quali la sua pittura, sebbene nell’evolvere, conserva il cromatismo mediterraneo e la capacita’ di impostazione narrativa), e infine di artista matura che scopre la complessità della sua identità anche grazie al distacco dalla città Natale, trasferendosi definitivamente a Vicenza, in Veneto (“Identità sconosciuta”, “L’amico d’infanzia”). L’oggetto quindi, perde la funzionalità legata all’essere materia e, nella sua trasposizione pittorica bidimensionale, diviene puro concetto plasmato secondo l’esperienza che l’artista ha di esso. Non di soli oggetti inanimati si nutre la fantasia e il simbolismo di Annabella Dugo: sicuramente meritevoli di attenzione sono gli elementi “viventi” che si fanno spazio nei suoi oli su tela. Nelle caleidoscopiche composizioni dell’artista, con il trascorrere del tempo sempre più complesse e intricate, si ritrovano figure dalle fattezze umane, buffe e inquetanti, magicamente sbucate da una fiaba di Andersen (“Il ragazzo che aveva perso le ali”, “Il ragazzo che inventò la musica”), animali delle foreste, uccelli variopinti e creature ancestrali, che si nascondono e si mostrano nella lussureggiante vegetazione che spesso fa capolino fra una figura e l’atra, creando un originale e personalissimo gioco che molto attinge dalle grottesche cinquecentesche ma anche dai decori trompe l’oeil (“Tutto quello che hai”). L’elemento naturale nei lavori della Dugo ha sempre qualcosa di misterioso, attraente e minaccioso al tempo stesso, come se fosse guardato attraverso gli occhi di un bambino. Gli alberi hanno lunghi tronchi e rami nodosi (“Lucciole e fantasmini”), le foglie sono di un verde vivido, i fiori sbocciano delicati ma sono anche bocche voraci, il sottobosco scuro lascia intuire segreti custoditi fin dalla notte dei tempi. Come nella vita reale, le tele di Annabella Dugo si dibattono fra sogno e incubo, fra piacere e paura, in una continua variazione di sentimenti e sensazioni che nascono e si riproducono gli uni dagli altri, in un movimento infinito. La coesistenza fra bene e male, di ludico e diabolico, mostra la doppia anima del lavoro dell’artista che appare giocoso e “innocuo” solo ad uno sguardo distratto. C’è invece un grande dissidio interiore reso più acuto e tragico proprio attraverso la violenza dei colori e il loro accostamento. La natura intimista dell’opera di Anabella Dugo non deve essere intesa come una astrazione dal mondo reale o una negazione di esso. Annabella non si trincera dietro le sue tele, non si chiude nei ricordi, ma vive il presente attraverso il suo personalissimo modo di “sentire”. Il simbolo in questo caso diviene urgenza, denuncia (“Il mio corpo umiliato”), in alcuni casi premonizione: un “sesto senso” che utilizza per rappresentare qualcosa che è nell’aria ma che non ha ancora assunto contorni ben definiti (“Piovono diamanti”). Sebbene il legame con il passato e, più nello specifico, con il ricordo è particolarmente forte, tutti i lavori di Annabella Dugo sono una “proiezione in avanti”, dando la sensazione di guardare attraverso uno specchio magico in cui personaggi ed oggetti conosciuti raccontano storie che devono ancora essere vissute. Ogni lavoro è una porta su un mondo che deve ancora essere dipinto. Ed è d’altronde questo il grande potere che ha l’arte, soprattutto quando passa attraverso mani sapienti dai pennelli alla tela: un “qui e ora” che dura il tempo di una visita alla mostra di Annabella Dugo. testo di Chiara Reale [Leggi Tutto...]